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Guglielmo II di Prussia e Germania (Friedrich Wilhelm Viktor Albrecht von Hohenzollern; Berlino, 27 gennaio 1859 – Doorn, 4 giugno 1941) fu l'ultimo imperatore della Germania (in tedesco Deutscher Kaiser) e ultimo re (in tedesco König) di Prussia dal 1888 al 1918. Il suo regno fu contraddistinto dal riarmo, soprattutto navale, e da una politica estera improntata al personalismo. Decisamente conservatore, Guglielmo era un convinto sostenitore del militarismo e della tradizione monarchica prussiana. Il suo carattere impulsivo più volte lo portò a decisioni che si rivelarono controproducenti o in contrasto con la linea politica del governo. Per la firma della dichiarazione di guerra della Germania alla Russia nel 1914 è considerato uno dei responsabili materiali dello scoppio della Prima guerra mondiale. La famiglia e la gioventùGuglielmo nacque nel palazzo reale di Berlino il 27 gennaio 1859 dal Principe della Corona Federico e da sua moglie, Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, Principessa Reale del Regno Unito. Una certa influenza sul giovane principe fu esercitata da Georg Hinzpeter che nel 1866 fu nominato suo precettore. Questi riteneva che l’imposizione fosse il miglior modo per insegnare la tolleranza e la compassione. Nel febbraio 1880, Guglielmo si fidanzò con Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg, familiarmente chiamata Dona. I due si sposarono un anno dopo, il 27 febbraio 1881. La consorte si rivelò, in diverse occasioni, un’ancora di stabilità nella irrequieta vita dell’imperatore. Nel 1884 Guglielmo fu inviato in visita in Russia, designato a rappresentare il nonno imperatore, Guglielmo I, ai festeggiamenti per il compimento della maggiore età del principe ereditario Nicola. Con questi Guglielmo strinse, come si era ripromesso, una duratura amicizia. [2] L’ascesa e lo scontro con Bismarck (1888-1890)Il 9 marzo 1888, all’età di 91 anni, moriva l’Imperatore di Germania Guglielmo I. Il figlio, il principe ereditario e padre di Guglielmo, assunse il nome di Federico III. Questi a sua volta, dopo soli tre mesi di regno, il 15 giugno 1888, morì a seguito di un cancro alla laringe e Guglielmo, all’età di 29 anni, divenne il nuovo Imperatore di Germania. Non erano trascorsi neanche due mesi dall’ascesa al trono che Guglielmo II si recò in visita di Stato in Russia, la prima di una lunga serie. Tre mesi dopo ottenne un appannaggio annuale di sei milioni di marchi e al viaggio a San Pietroburgo ne seguirono altri a Stoccolma, Copenaghen, Vienna e Roma. Queste ultime due erano le capitali delle altre due nazioni, Austria e Italia, che assieme alla Germania dal 1882 costituivano la Triplice alleanza. Venne commissionato un nuovo treno imperiale con dodici carrozze e un nuovo panfilo. [3] Ben presto, però, il carattere di Guglielmo e le sue idee si dovevano scontrare con quelle del Cancelliere allora in carica: Otto von Bismarck. Profondamente scosso dagli scioperi di minatori della primavera del 1889, Guglielmo enunciò al Consiglio prussiano un programma che, attraverso la scuola, avrebbe dovuto difendere i giovani dal socialismo. Soprattutto la lezione di storia doveva servire allo scopo: gli insegnanti avevano il compito di illustrare la pericolosità delle teorie socialdemocratiche. Nel corso della controversia si tennero le elezioni al Parlamento tedesco, che determinarono la vittoria dei Socialisti democratici. Vistosi in minoranza, Bismarck sollevò una questione costituzionale. Secondo un vecchio decreto prussiano del 1852 i ministri erano tenuti a consultare il capo del governo prima di consultare il re; ciò che avrebbe impedito al Kaiser di avere rapporti diretti con i ministri. Guglielmo ordinò allora che venisse emesso un nuovo decreto per revocare quello del 1852 e il 18 marzo 1890 Bismarck, piuttosto che eseguire l’ordine, mandò una lettera di dimissioni. [5] I cancellierati Caprivi e Hohenlohe (1890-1900)Guglielmo II incaricò del cancellierato Leo von Caprivi, un onesto militare che non si voleva inoltrare nei labirinti della politica bismarckiana. Entrambi agirono, infatti, demolendo uno dei capisaldi della politica estera del precedente cancelliere: il Trattato di controassicurazione con la Russia, cosa che portò ad un avvicinamento di quest’ultima alla Francia. Guglielmo in questa decisione si lasciò influenzare dai suoi consiglieri, che ritenevano il trattato incompatibile con le altre intese sottoscritte dalla Germania e, probabilmente, anche dai militari che diffidavano della Russia. [6] Ben presto, tuttavia, Guglielmo trovò Caprivi incompatibile con i suoi “più vasti disegni”, specie dopo che il Cancelliere si era creato nemici in un po’ tutti gli ambienti. Il telegramma a KrugerIl 3 gennaio 1896 si verificò il primo di diversi episodi che, protagonista Guglielmo II, avrebbero provocato accese reazioni politiche. Guglielmo assicurò allo Zar Nicola II: «qualunque cosa succeda, non permetterò mai agli inglesi di mettere le mani sul Transvaal». Con tre ammiragli e Hohenlohe, il Kaiser, il 3 gennaio, dopo una riunione in cui furono prospettati vari scenari decise che la cosa più giusta da fare fosse mandare un telegramma di solidarietà al presidente del Transvaal Paul Kruger. Kiautschou
In una vignetta francese dell’epoca, la Regina Vittoria, Guglielmo II e Nicola II si dividono la torta della Cina. Assistono la Marianna francese e l’Imperatore del Giappone Meiji.
Nell’agosto 1897 Guglielmo dimostrò, secondo il suo punto di vista, l’utilità di una grande flotta. A San Pietroburgo convinse Nicola II a confermare che la Russia non si sarebbe opposta all’eventuale occupazione tedesca del porto cinese di Kiautschou. Due mesi dopo, cogliendo l’occasione dell’uccisione di due missionari tedeschi, Guglielmo fece occupare la base cinese, ignorando le obiezioni dei suoi consiglieri che temevano un conflitto. Il viaggio in PalestinaL’attivismo del Kaiser non risparmiò il Mediterraneo. Accompagnato dalla consorte, dal Ministro degli Esteri Bernhard von Bülow e dall’amico Philipp zu Eulenburg, all’epoca ambasciatore a Vienna, Guglielmo partì nel 1898 per la Palestina, territorio dell’Impero ottomano. Il viaggio conseguì il duplice effetto di aumentare l’interesse dell’Imperatore per la Turchia e nello stesso tempo di incoraggiare l’inquietudine dei francesi, dei russi e in particolare degli inglesi, che si vedevano minacciati nelle loro linee di navigazione marittime principali. Né i timori si placarono quando, due mesi dopo, i turchi concessero ai tedeschi la costruzione di un porto e di una linea ferroviaria sulla costa orientale del Bosforo. [11] Il cancellierato Bülow (1900-1909)
Ebbe così inizio la politica mondiale di Guglielmo II che con il nuovo cancelliere Bülow e con l’ammiraglio Alfred von Tirpitz si accompagnò ad un forte riarmo navale. Tutti e tre cercarono di inculcare sogni di potenza marittima nel popolo tedesco e riuscirono a far passare al Reichstag ben 3 leggi di costruzione navale, due delle quali, quella del 1900 e quella del 1908, durante il cancellierato Bülow; ma questi, come Ministro degli Esteri, fu responsabile in parte anche di quella del 1898. La Crisi di Tangeri
Il riarmo della flotta tedesca portò inevitabilmente ad un allarme della Gran Bretagna, potenza navale per eccellenza. Conseguentemente ci fu un avvicinamento fra questa e la Francia, nemica storica della Germania e un’intesa fra Londra e Parigi per derimere tutte le questioni coloniali rimaste in sospeso. Tale Entente cordiale, stipulata l’8 aprile 1904 a Londra, stabilì che il Marocco (formalmente dell’Impero ottomano ma con un governo locale) sarebbe entrato nella sfera d’influenza francese e l’Egitto sarebbe rimasto nella sfera d’influenza britannica. La Germania volle mettere il bastone fra le ruote all’intesa e Guglielmo, anche se molto timoroso, il 30 marzo 1905, alle prime avvisaglie di un accentuarsi della pressione francese sul Marocco, sbarcò dimostrativamente a Tangeri, comunicando al governo locale il suo interesse affinché il Marocco rimanesse indipendente dalle nazioni europee. Gran Bretagna e Francia reagirono negativamente e la tensione salì fino al punto in cui la Francia fu costretta a far dimettere il Ministro degli Esteri Delcassé, acerrimo nemico della Germania, e a promettere una Conferenza internazionale sul Marocco. Lo stesso giorno Guglielmo II conferì al Conte Bülow, che aveva gestito la crisi, il titolo di Principe. La successiva conferenza, tuttavia, tenutasi ad Algeciras (in Spagna) nel 1906, fece prevalere le ragioni della Francia. L’incontro di BjörköIn questo contesto, il più importante tentativo che fece Guglielmo II per fermare l’accerchiamento che si stava formando attorno alla Germania fu consumato in un’isola nel mezzo del lago Mälaren a 30 chilometri a Ovest di Stoccolma. A Björkö, infatti, Guglielmo si incontrò con Nicola II il 24 luglio 1905. Il Kaiser, senza accordarsi sui particolari con Bülow, firmò assieme allo Zar un accordo in base al quale ognuno dei due Paesi si impegnava ad aiutare l’altro nel caso fosse stato attaccato da una terza potenza, ma solo in Europa. Quest’ultima clausola dell’accordo, che doveva essere ratificato dai rispettivi governi, fece trasecolare Bülow. In caso di una guerra anglo-tedesca, infatti, la Germania, con una flotta insufficiente a proteggere le sue colonie e le sue coste si sarebbe trovata esposta alle azioni della ben più potente flotta inglese mentre la Russia non avrebbe potuto (con una piccola flotta e con un esercito inservibile contro l’Inghilterra) difendere la Germania. Inoltre, grazie a quella clausola che limitava il teatro dell’alleanza in Europa, la Russia avrebbe potuto rifiutarsi di attaccare l’Impero britannico in Asia, e infine, sosteneva Bülow, l’accordo avrebbe peggiorato i rapporti fra Germania e Gran Bretagna, istigando quest’ultima a pericolose contromisure. [12] Guglielmo II insistette per far ratificare l’accordo a cui teneva moltissimo e che vedeva come una creatura sua, ma Bülow minacciò di dare le dimissioni. Guglielmo scrisse allora al Cancelliere una lettera accorata in cui dichiarava di essere prostrato e di non capire l’atteggiamento del suo migliore e più intimo amico: «il giorno dopo l’arrivo delle sue dimissioni, il Kaiser non sarebbe più in vita» scrisse. Lettera di fronte alla quale Bülow decise di rimanere. Due anni dopo, nel 1907, l’Accordo anglo-russo sulla spartizione delle sfere d’influenza in Asia fra Londra e San Pietroburgo eliminava qualsiasi motivo di attrito fra le due potenze, e ogni speranza a Guglielmo di chiudere un’intesa con la Russia. Il Caso Daily Telegraph
L' Achilleion Palastes, a Corfù, che fu di proprietà di Guglielmo II, oggi.
L’episodio più clamoroso sul tipo di politica estera che conduceva Guglielmo è quello dell’intervista al giornale inglese Daily Telegraph pubblicata il 28 ottobre 1908. Travolto dalle critiche, il Kaiser parlò di abdicare e convocò il principe ereditario Federico Guglielmo. L’avvilimento, tuttavia, durò poco e il documento impostogli da Bülow con il quale Guglielmo II si impegnava per il futuro a rispettare le regole costituzionali, portò in definitiva ad una rottura fra i due. L’anno dopo, infatti, il cancelliere si dimise. Il cancellierato Bethmann (1909-1917)Guglielmo sostituì Bülow con Theobald von Bethmann-Hollweg, un amico di vecchia data e un amministratore più che un uomo d'azione. Una persona tranquilla che assecondasse l’imperatore il quale, vista l’avversione generale alle sue idee, cominciava a disinteressarsi della politica. Nel 1910 promosse la scienza naturale moderna con garanzie finanziarie statali,[14] mentre, sul piano culturale, si dedicò agli scavi archeologici presso la sua villa a Corfù, che nella primavera del 1911 portarono al rinvenimento di una testa di Gorgone in marmo del VII Secolo avanti Cristo. [15] La Crisi di Agadir
Anche come conseguenza del graduale isolamento della Germania, nel maggio del 1911, la Francia occupò Fez, in Marocco che divenne di fatto protettorato francese. Tensione sulla flottaA questo punto risultava determinante per Guglielmo che la Germania possedesse una flotta tale da avere più peso in situazioni come quella di Agadir e, quando la Gran Bretagna, nel 1912, decise di spostare delle navi dal Mediterraneo al Mare del Nord, il Kaiser appoggiò Tirpitz affinché passasse il progetto della quarta legge navale. Bethmann, però, si oppose, considerando più utile negoziare con Londra. Tutti rimanevano sulle loro posizioni fin quando Bethmann, probabilmente grazie anche all’intervento della consorte di Guglielmo, cedette, così che l’imperatore conservò la legge navale e il suo cancelliere. [16] Verso la Prima guerra mondialeVerso l’inizio del 1913, l’anno del suo giubileo d’argento (a 25 anni dalla salita al trono), la sensazione che un conflitto europeo fosse ormai inevitabile cominciò ad assillare Guglielmo. Tale convinzione fu probabilmente la ragione che lo indusse ad abbandonare i suoi propositi di trattenere l’Austria. Al Ministro degli Esteri di Vienna Leopold Berchtold disse: «Potete confidare che io starò dietro di voi, e che sono pronto a sfoderare la spada ogni volta che la via da voi intrapresa lo renderà necessario». [17] Quando domenica 28 giugno 1914 fu assassinato l’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando, Guglielmo partecipava alle regate di Kiel con il suo yacht Meteor; il Capo di Stato Maggiore dell’esercito, Moltke, era alle terme a Karlsbad e il capo della Marina, Tirpitz, in vacanza in Engadina (Svizzera). Assenti le più alte cariche militari, in quei primi giorni di luglio, a Berlino e Potsdam il Kaiser sottovalutò la forza e la volontà bellica dei potenziali nemici. Disse che Nicola II difficilmente avrebbe protetto dei regicidi (Francesco Ferdinando avrebbe ereditato il trono d'Austria), che la Russia non era in grado di entrare in guerra e che la Francia era in piena crisi finanziaria e mancava di artiglieria pesante. Fatte queste osservazioni, partì per la consueta crociera estiva in Norvegia. [18] Il 19 luglio, tuttavia, Guglielmo avvertì in via confidenziale le due grandi compagnie navali tedesche che gli avvenimenti sarebbero potuti precipitare dopo l’inoltro dell’ultimatum austriaco alla Serbia (che avvenne il 23) e il giorno seguente dette disposizioni per il rientro della flotta a Kiel. Il 27 approvò l’azione di Bethmann che aveva respinto la proposta britannica di una conferenza e il mattino dopo prese visione della risposta serba all’ultimatum austriaco. In considerazione del fatto che il governo di Belgrado aveva accettato quasi tutte le richieste austriache, il Kaiser disse: «Un brillante risultato [...] Una grande vittoria morale per Vienna, che però elimina ogni ragione di guerra». Consigliò, comunque, che le truppe austriache occupassero provvisoriamente la capitale serba (poco dopo il confine), così da poter lui stesso iniziare una mediazione.[19] Mobilitazione e guerraLa notizia del bombardamento austriaco della capitale serba determinò la decisione russa di mobilitare l’esercito ma, prima che fossero diramati gli ordini relativi, un messaggio di Guglielmo indusse lo Zar Nicola II a limitare la mobilitazione ai quattro distretti militari lungo la frontiera austriaca, escludendo i tre sul confine tedesco. Ciò non fu sufficiente a tranquillizzare la Germania. I piani militari tedeschi, senza dubbio aggressivi, prevedevano che alla mobilitazione seguisse immediatamente lo sconfinamento verso i potenziali nemici e quindi lo stato di guerra. Di fronte al rifiuto della Russia di revocare la mobilitazione, Bethmann sottopose a Guglielmo l’ordine per la mobilitazione generale; ordine che venne firmato dall’imperatore alle cinque pomeridiane del 1º agosto 1914. Poco dopo, l’ambasciatore tedesco a San Pietroburgo consegnava la dichiarazione di guerra, attivando, così l’alleanza franco-russa. [21] Il conflittoPer la maggior parte della durata della guerra le condizioni psicofisiche di Guglielmo furono abbastanza precarie. Le opinioni espresse dall’imperatore prima dello scoppio del conflitto dimostrano che non nutriva grande fiducia nella vittoria finale. La guerra sottomarinaLo stesso anno, dopo l’affondamento del Lusitania Guglielmo, nel timore di un intervento degli Stati Uniti a fianco dell’Intesa, diede il consenso a Bethmann di ordinare ai sommergibili di non silurare i transatlantici e, quando questa misura si dimostrò inefficace, a sospendere tutta l’offensiva sottomarina. L'ammiraglio Tirpitz rassegnò le dimissioni ma il Kaiser non le accettò. Compromessa ogni speranza di vittoria netta, il 12 luglio 1917 Bethmann, facendosi portavoce del Reichstag, ebbe un incontro con Guglielmo per sottoporgli una risoluzione di pace che il Kaiser trovò valutabile. Una comunicazione telefonica annunciò, invece, che tutto lo stato maggiore si trovava nell’impossibilità di continuare a collaborare con Bethmann. Guglielmo a difesa del suo cancelliere minacciò l’abdicazione e questi, per evitare uno scontro fra la corona e l’esercito, il giorno dopo si dimise. [25] La sconfitta e l’esilio (1918-1941)Il 26 ottobre 1918, di fronte all’impossibilità di proseguire la guerra, Guglielmo convocò Hindenburg parlandogli in modo tale da costringerlo a offrire le proprie dimissioni, che furono accettate. Il giorno dopo, il nuovo imperatore austriaco, Carlo d’Asburgo, comunicò a Guglielmo che aveva deciso di concludere la pace. La notizia indusse il governo tedesco, guidato da Maximilian di Baden, a decidere di accettare le richieste di principio che avevano offerto gli Stati Uniti e il Kaiser acconsentì. L’abdicazioneIl 4 novembre 1918 i marinai ammutinati occuparono la città di Kiel e nei giorni seguenti la rivolta si diffuse agli altri porti della Germania estendendosi all’interno del Paese. Il 7 i ministri socialisti reclamarono ancora l’abdicazione dell’imperatore che rifiutò, ordinando che fosse preparato un piano per marciare in Germania alla testa dell’esercito e restaurare l’ordine. Il 28 novembre 1918, Dona, come veniva confidenzialmente chiamata la consorte di Guglielmo, raggiunse il marito nei Paesi Bassi, al castello di Amerongen (presso Utrecht). Lo stesso giorno Guglielmo regolarizzò la propria situazione firmando un formale atto di abdicazione che liberava tutti i suoi funzionari dal giuramento di obbedienza. Il principe ereditario rinunciò analogamente ai suoi diritti. In Olanda
La tenuta di Doorn, nei Paesi Bassi, dove Guglielmo trascrose gli ultimi ventun anni della sua vita, in esilio.
Con l’articolo 27 del Trattato di Versailles Guglielmo fu accusato di «suprema offesa alle convenzioni internazionali e alla santità dei trattati». Il 4 giugno 1919, a Parigi, il Consiglio supremo decretava che doveva essere processato. Nel gennaio dell’anno successivo fu chiesta l’estradizione al governo olandese che però si rifiutò ripetutamente di concederla, limitandosi a farsi dare dall’ex imperatore la promessa, poi mantenuta, di astenersi da qualsiasi attività politica. I rapporti con il nazismoNel 1931, prima dell’ascesa del Nazionalsocialismo, Guglielmo si confidò con il nipote Luigi Ferdinando affermando che Adolf Hitler era il capo di un forte movimento che rappresentava tutta l’energia della nazione tedesca. curiositàIl kaiser Guglielmo II compare ( sotto forma di zombi) nello special di Halloween dei Simpson “La paura fa novanta XIII “ (Treehouse of Horror XIII) della 14° stagione “Il diritto di possedere e di usare le armi” (The Fright to Creep and Scare Harms) dove viene apostrofato in modo ironico come (The most wicked German in history) “Il più malvagio tedesco di tutti i tempi.” Nella puntata il kaiser insieme ad alcuni malvagi pistoleri zombi capitanati da William "Billy the kid" Bonney tenta di conquistare la città di Springfield sparando su tutto quello che gli capita a tiro, rapinando la banca e facendo tabula rasa di quasi tutti gli edifici cittadini. E’ rappresentato con la particolare uniforme da Feldmarschall e con il caratteristico elmo chiodato Prussiano. I disegnatori nel raffigurare la tomba del kaiser nel cimitero di Springfield ( che si vede nella parte finale della puntata) si rifanno al monumento funebre originale di Guglielmo II che si trova a Doorn in Olanda. Matrimoni ed erediGuglielmo sposò Augusta Vittoria di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Augustenburg nel 1881. Ebbero sette figli:
A seguito della morte della prima moglie nel 1922, Guglielmo sposò in seconde nozze la principessa Erminia di Schönaich-Carolath, vedova, nata principessa Reuss di Greiz. Note
Guglielmo II e la sua famiglia nel 1896
Bibliografia
Albero genealogicoOnorificenzeSuccessioni
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